Operatori

Immagina un uomo che tutti i giorni si sveglia e va al lavoro, lo stesso lavoro da più di vent’anni. Ha sempre vissuto con passione, ma non perdonerà mai a sé stesso di aver lasciato naufragare il matrimonio con Claudia, tanti anni fa, quando morì il secondo pesce rosso senza nome di Jasmine.

Si chiama Guido e un giorno, a quasi cinquant’anni, è stato licenziato. Proprio quando era sicuro che nulla sarebbe cambiato nella sua vita si è ritrovato costretto a fare un tuffo nel passato, a farsi ragazzo, adolescente, bambino, neonato alla scoperta del mondo. Si è messo a cercare lavoro come un venticinquenne, proprio come sua figlia Jasmine. Si è ritrovato a vivere in quel futuro che lui ha contribuito a costruire crescendo, lottando e rinunciando.

Guido Conforti ora è un operatore call center e questa è la storia della sua rinascita, delle sue nuove lotte, di altri fallimenti e di nuovi perché.

 

Operatori Fabio Mercanti

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In una soleggiata domenica mattina di ottobre del 2014 passeggiavo davanti alla Rocca Roveresca a Senigallia. Ero lì per un festival dedicato al self publishing e pensavo: perché non prendere spunto dalle mie esperienze lavorative per un romanzo?

L’idea iniziale era quella di raccontare la storia, i drammi e i travagli di un ragazzo alle prese con il mondo del lavoro, del precariato e della vita da costruire.
Dopo aver immaginato scene e dialoghi, raccolto materiale e preso appunti in ogni dove, il protagonista iniziale è diventato un quasi cinquantenne appena licenziato.

Così è nato Guido Conforti, l’uomo colto, impegnato e professionale, costretto alla giovanile arte dell’invio curriculum e del sostenere colloqui. Finirà a lavorare in un call center, tra colleghi molto più giovani di lui, chiedendosi «Chi sono questi ragazzi?», «Chi sono io?», «Cosa è successo al lavoro?», «Come si costruisce il futuro?».