Intervista all’attore Manuel Rulli

 

Recentemente ho incontrato Alessandro Sardelli, giovane attore che vanta ruoli di alto livello come quello in La macchinazione al fianco di Massimo Ranieri.
Devo dire che è molto interessante confrontarsi con attori giovani che non hanno studiato in prestigiose scuole di recitazione, ma si ritrovano nel cinema quasi per caso, passando da spettatori ad attori nel giro di poco tempo. Questo grazie a doti naturali, capacità, dedizione, tanta passione e umiltà.
Queste caratteristiche sono proprie di un altro giovane attore, Manuel Rulli.
Ciò che mi ha colpito di Manuel è la versatilità, ovvero il saper passare attraverso forme cinematografiche – dal cinema alle web series – e generi diversi.

 

Manuel Rulli

 

Ciao Manuel, allora come è iniziato tutto?

Nel migliore di modi. Due anni fa (2015, ndr) ho recitato in Non essere cattivo del maestro Claudio Caligari. È stato lui a scegliermi, prendendomi dalla strada. Mi piace questa immagine, la uso perché dà perfettamente l’idea del regista che va a pescare il suo attore tra la gente. Ti ricordi Amore tossico (film del 1983 di Claudio Caligari, ndr)? Non essere cattivo è il capitolo finale di quel film e racchiude l’ultima storia di borgata di Caligari prima della sua morte. Quando ho visto Amore tossico la prima volta non avrei mai immaginato di essere uno degli attori della versione anni Novanta di quel film.

Un cinema, quello di Caligari, che per certi versi rimanda a Pasolini.

Inevitabile. Se racconti un certo tipo di storie, se ti fai certe domande e ambienti i tuoi film fuori dal centro, nelle borgate romane o fuori città, devi per forza fare riferimento a Pasolini. Che tra l’altro è stato uno dei maestri di Caligari. Pasolini è morto nel ‘75 a Ostia, Amore tossico è uscito nel 1983 ed è ambientato in parte a Ostia.

Una curiosità: poco tempo fa ho intervistato Alessandro Sardelli e anche il suo esordio cinematografico è legato alla figura di Pier Paolo Pasolini. Ha recitato infatti in La macchinazione – film che racconta gli ultimi 3 mesi di vita di Pasolini – diretto da David Grieco, anche lui come Caligari, un regista allievo di Pasolini. Inoltre, tu e Alessandro recitate insieme in Manuel, il film di Dario Albertini in concorso al prossimo festival del cinema di Venezia.

Sono davvero felice di aver recitato in Manuel, un film bellissimo diretto da un grande regista con il quale ho un rapporto eccezionale. Non smetterò mai di ringraziare Andrea Lattanzi (il protagonista di Manuel, ndr) per avermi fatto conoscere e poi lavorare con Dario. Manuel è la storia di un ragazzo di 18 anni che ha vissuto nella Repubblica dei ragazzi, una struttura a Civitavecchia che ospita minorenni disagiati privi di sostegno familiare. Maggiorenne, Manuel esce dalla struttura e si deve ricostruire una vita, inventarsi di nuovo. Io interpreto Giordano, uno dei migliori amici del protagonista all’interno dell’istituto insieme a Robertino, interpretato da Alessandro (Sardelli, ndr). Grazie a questo film il 7 settembre sarò a Venezia.

Ed è la tua seconda volta sul red carpet del festival.

Sì, la prima volta è stato grazie a Non essere cattivo. Ricordo ogni istante, non riuscivo a credere di essere lì. Questa seconda volta so già che sarà diversa. La prima può capitarti per fortuna, l’uomo giusto al momento giusto, come si dice, ma se ci vai la seconda volta significa che stai facendo sul serio.

 

Manuel di Dario Albertini

 

Come è nata la passione per il cinema? Quali sono i tuoi attori di riferimento?

Sono sempre stato affascinato dal cinema, fin da bambino. Questa passione me l’ha passata mio zio Raffaele e mia madre Cristina. Con loro o da solo andavo al cinema quattro volte a settimana. Gli attori che più mi piacciono sono De Niro, Al Pacino, Denzel Washigton, Leonardo di Caprio, Samuel Lee Jackson e Gerald Butler, che ho apprezzato tantissimo in Giustizia privata (film di Felix Gary Gray del 2009, ndr).

Sei un attore giovanissimo, eppure hai avuto esperienze nel cinema e nelle serie tv, hai recitato in storie drammatiche e comiche. Un curriculum davvero molto importante.

Dopo Non essere cattivo ho recitato in Non c’è problema, webserie per La Repubblica scritta, diretta e interpretata da Luca Ravenna. Ho delle parti importanti in due cortometraggi della RUFA (Rome University of Fine Arts, ndr) che si intitolano La vincita, uscito un anno fa, e Qualcosa di nuovo, che è in fase di lavorazione. Molto importante è stato per me il lavoro con il regista Ludovico di Martino, che mi ha diretto nel cortometraggio Pipinara realizzato in collaborazione con il centro sperimentale di cinematografia. Ho inoltre una parte in Suburra (serie tv italiana prodotta da Netflix, ndr), nel ruolo di Gianni Aquilara. L’uscita è prevista per il 6 ottobre.
Come hai detto tu, mi trovo a mio agio recitando anche in scene comiche. Ho preso parte a due corti degli Actual (progetto di Lorenzo Tiberia e Leonardo Bocci, ndr), intitolati Pasquetta e Ostia Vs Fregene. Se vivi a Roma non puoi non conoscere i loro video.

Assolutamente sì. A volte li uso per spiegare ai miei amici non romani divertenti e tragiche complessità di questa città. Insomma Manuel non posso far altro che dirti: daje!

(Ride, ndr) Daje! E per chi non lo capisce, vada a vedersi un video degli Actual.