Intervista all’attore Alessandro Sardelli

 

Alessandro Sardelli è una delle giovani promesse del cinema italiano. Nel 2016, a soli 16 anni, ha esordito nel film La Macchinazione di David Grieco, un film che racconta gli ultimi 3 mesi di vita di Pier Paolo Pasolini.

In questo film ha interpretato la parte di Pino Pelosi (il ragazzo di vita accusato di aver ucciso l’intellettuale) al fianco di Massimo Ranieri nel ruolo di Pasolini.

Ho avuto il grandissimo piacere di averlo come protagonista al fianco di Pietro Fornaciari nel cortometraggio Bruciateli vivi tratto dal mio racconto omonimo e girato da Luca Guerini. Nei giorni scorsi sono riuscito a intervistarlo e ho conosciuto un ragazzo davvero umile, con una gran voglia di imparare e crescere. E che continua a far parte di progetti davvero molto importanti.

 

Alessandro Sardelli

 

 Ciao Alessandro, come ti senti catapultato così rapidamente nel mondo del grande cinema?

Nella mia famiglia nessuno ha lavorato nel cinema, quindi per me è un mondo completamente nuovo. Come a volte accade, da spettatore ho sempre sognato di recitare ma non avrei mai pensato che il mio sogno si avverasse così di colpo. Ora il cinema è il mio mondo e continuerò a far valere le mie doti e la mia voglia di mettermi in gioco.

Non vorrei farti agitare, ma ho letto che al Festival di Venezia sfilerai sul Red Carpet.

Appena ho avuto la conferma della mia presenza al Festival di Venezia per il film Manuel (di Dario Albertini, ndr) non riuscivo a crederci. Penso che il Festival di Venezia sia una vetrina molto importante per coloro che fanno questo mestiere. Soprattutto per i giovani attori e in generale gli esordienti che stanno costruendo la propria carriera passo dopo passo.

Alla tua età  Pasolini lo si studia sui libri. Tu invece, in qualche modo, hai avuto un diverso tipo di “contatto” con la sua figura.

Naturalmente conoscevo la figura di Pasolini ancora prima di recitare nel film La Macchinazione. Ho sempre stimato molto il Pasolini intellettuale e i suoi film. Amo il neorealismo italiano e anche nel caso di Pasolini ho sempre apprezzato il fatto che facesse recitare ragazzi di borgata che non avevano mai avuto esperienze cinematografiche alle spalle, mettendone in luce la loro spontaneità  e genuinità .

Presentaci i tuoi attuali lavori.

Sono in attesa dell’uscita di alcuni progetti. Il primo è Manuel di Dario Albertini, previsto per il prossimo autunno. Il secondo è il cortometraggio Bruciateli Vivi di Luca Guerini e Fabio Mercanti, che dovresti conoscere (ride, ndr) e poi il film di Stefano Calvagna No one like us, pellicola che vanta un cast internazionale, in cui mi vedrete nei panni di Adam Shaw da giovane (uno degli attori presenti in Salvate il soldato Ryan, ndr) quando era un agguerrito hooligan inglese.

Spesso reciti la parte del ragazzo difficile: nel film La macchinazione sei il ragazzo di vita Pino Pelosi, in Manuel un ragazzo con precedenti penali e in riformatorio e in Bruciateli vivi reciti la parte di uno studente benestante che brucia tutti i suoi libri e diventa un eremita. Cosa significa per te, attore molto giovane, interpretare personaggi così complessi? Come prepari i tuoi ruoli?

Penso che per l’attore interpretare ogni volta un personaggio di diversa complessità  sia una sorta di sfida con se stessi, volta a conoscere i propri limiti e ostacoli, diventando capaci di perfezionarsi dove ce n’è bisogno. Il fascino di questo mestiere è proprio quello di immedesimarsi nei panni di un personaggio in base alle richieste fatte dal regista.

Quale cinema ami?

Sono un appassionato di cinema, apprezzo particolarmente il grottesco, drammatico e gangster. I miei registi preferiti sono Martin Scorsese, Brian De Palma, Paolo Sorrentino, Marco Risi e Stefano Sollima. Per quanto riguarda invece gli attori ho un debole particolare per Di Caprio, Al Pacino, De Niro, Joe Pesci, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Toni Servillo, Luca Marinelli, Pierfrancesco Favino e Kim Rossi Stuart.

Ora a cosa stai lavorando?

Per il momento sto aspettando gli esiti di alcuni provini fatti in precedenza e sto valutando con attenzione alcune proposte che mi stanno arrivando.

Puoi dirmelo sinceramente: cosa ne pensi di Bruciateli vivi?

Bruciateli Vivi è un opera eccellente e spero che riscuoterà  il successo che merita. Luca (Guerini, ndr) ha creduto in me e mi ha proposto un ruolo diverso da quelli interpretati in precedenza e devo dire che è stato davvero stimolante.

 

Bruciateli vivi